La Vita in una Scatola

Ho ricevuto in regalo, molto tempo fa, una bellissma scatola ,che come sfondo ha il disegno di un Cielo azzurro con qualche nuvola bianca a decorarlo ,cosí come i fiori lo fanno in un giardino .Lí ci metto le cose piú importanti per me , i miei quaderni , ricordi impressi in fotografie e lettere di amici indimenticabili, momenti felici.. che oggi sembrano cosí lontani, come appartenenti ad una vita passata.span>

Poi racchiudo i miei pensier scritti e raccolgo quello che imparo con i miei libri piú cari, che sono i maestri e beniamini della mia mente.

A volte aprendo la scatola, la associo alla Vita che immagino essere un momento, che si trasforma in uno spazio…in una scatola appunto!

In cui noi esseri umani collochiamo tutte le nostre esperienze, in questo caso , non selezionate,perché niente si perde di quello che facciamo, pensiamo o sognamo…

I nostri desideri ,programmi che faccciamo ,miracoli che ci accadono, le disgrazie ,tragedie ,commedie,momenti sublimi ed altri orribili…

Tutto a scorrere lungo una linea,

img_1035e noi a creare molteplici deviazioni …per poi arrivare al traguardo finale…e dopo aver avuto il coraggio di vivere,chiudiamo la scatola arricchita della nostra energia , gli conferiamo il nostro aroma o essenza, e la lasciamo repleta di tanti sogni, molti di questi mai vissuti …

Poi, dopo il trapasso la scatola si colloca in un’altra Maggiore, ancora piú bella , piú ricca ,perché ne contiene altre, e a sua volta altre ancora e cosí via…

Immagino come alla fine siamo geometrie che si succedono concentriche all’infinito…

Uno spazio contenente una variopinta danza di eventi e manifestazioni…

…. Cosí vola il mio pensiero ogni volta che mi fermo ai piedi di un ricordo importante e lo raccolgo in un punto della mia anima.

E mi lascio andare in vaneggi riflettendo sul significato della mia esistenza…

Siamo come spinti da una forza che ci sostiene e che non riusciamo a comprendere.

Ci insegnano fin da bambini ad usare il nostro cervello per comprendere le cose, catalogarle e nominarle, mettendole in un ordine sequenziale…Poi da questa specie di collage costruito, ne tiriamo un’ interpretazione piú o meno condizionata dall’ambiente circostante e questa é la nostra visione delle cose e della vita, durante molto tempo o per tutta la sua durata.

Piccola fessura , per guardare attraverso essa, tremendamente limitante per uno spirito infinito che gioca al buio in uno scenario nuovo, in una dimensione sconosciuta , dove la regola di partenza é l’oblio.

Non é cosí facile!

 

img_0742Un’arma l’ avremmo, sarebbe la nostra capacitá di pensare, e farci quindi le domande certe, alcune di quelle che provocano un’apertura che offrono alcune piste …tipo bónus in un vídeo games.

Crediamo che la nostra vita sarebbe molto piú bella e soddisfacente,senza tutti gli ostacoli e difficoltá.

Eppure questi abbondano cosí tanto! Ma ci siamo mai chiesti veramente cosa siano?Le giudichiamo sempre come intralci indesiderati,messi lí da qualcuno che non siamo mai noi,dalla cattiveria della societá, dalla disonestitá dello stato , dalla corruzione dei politici, dalla perfidia del vicino o dal falso amore di un familiare…

Le nostre tribolazioni riflettono un contrasto ,un continuo sopraffarsi delle due versioni opposte,la felicitá e la disperazione, l’allegria e la tristeza, il successo e il fracasso…tutto di pari passo ..sempre un’ombra che per quanto tentiamo sfuggire sappiamo benissimo che rimane dientro di noi,come una minaccia, che ci ripete lo stesso messaggio.

Mi sono chiesta tante volte:

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Perché?

In un Universo di Abbondanza, proviamo la carestia.

Nell’Amore assoluto, noi viviamo il relativo.

Nella immortalitá ,noi viviamo la malattia e la morte.

Nell’Allegria suprema ,qui arriviamo a sentire la peggiore della tristezza e solitudine.

Che strano…sembra che qualcuno ci prenda in giro offrendoci e illudendoci con la possibilitá di un benestare sfuggente…

Se questo contrasto fa parte del gioco di vivere ,come si participa realmente?

I saggi e i maestri del passato hanno trovato la Pace nell’accettazione ,e nella consapevolezza di che alla fine la nostra esperienza, qui nella matéria non passa di una illusione.No nel senso che non esista nulla di quello che sai la nostra realtá, ma che sia mal percepita ,o meglio dire, percepita in una forma molto limitata..

La fessura stretta attraverso la quale lo spirito limita troppo la visione.

Forse al di lá della questione di bene e male,abbiamo l’urgenza di capire qualcosa che é sempre palese e che non vogliamo vedere. Nemmeno vogliamo fare lo sforzo di questionarci su alcune cose che prendiamo come dati di fatto ,ma che sono la barriera che veniamo qui ad imparare ad ultrapassare.

Sfidare la visione della nostra vita molto stereotipata é anitpatico, perché destabilizza troppo ,ma quando lo faccio come in questo momento, recupero sapori e significati nuovi.Penso che se riuscissimo ad uscire dal contesto concettuale in cui inquadriamo la nostra vita, usciremmo dai parametri fissi e da determinate definizioni,riusciremmo a rompere i nostri paradigmi ed i paradigmi sociali compiendo un grande miracolo, quello del cambio di percezione.

Poter rinterpretare i fatti sotto un’altra luce , da la possibilitá di vedere molti aspetti nuovi, che prima ci passavano davanti …completamente inosservati e quindi inesistenti .

A volte arrivo a vedere realtá diametralmente opposte alle precedenti, penso a quel punto, quando riesco a farlo, di essere pazza o di essere stata sempre cieca!

Mi sento completamente incoerente, peró preferisco esserlo,ho sbattuto la testa tante volte ,invertendo la mia energia a rigettare tutto quello che non mi viene a tono e che intralcia i miei piani e le mie illusioni! Ho deciso quindi ,di non definire piú la mia realtá,sentendo questa come qualcosa di troppo relativa e dependendo da molteplici fattori, fondamentalmente neutra alla quale risulta quasi inutile cercare di attribuirne dei giudizi, quindi ho scelto di giocare a farmi domande nuove…

Cerco una guida nuova per percorrere la mia strada, forse é vero che che dovremmo farci condurre dal cuore,cioé dai sentimenti, per capire cosa sia favorevole, o no, per noi, ma abbiamo tanto prostituito questa parte di noi stessi ,che adesso non ci fidiamo nemmeno piú di quello che sentiamo ed abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica cosa fare….

Ma ci sará mai qualquno che possa sapere questo al posto nostro?

 

rivelazioniLo strumento percettivo é dentro di oguno di noi e ognuno ha il suo, del tutto peculiare.

Cosa é buono e cosa non lo é per una persona ovviamente puó non esserlo per un’altra, l’esperienza é una cosa ,l’atto di giudicare e di dare quindi un’interpretazione a questa ,é un’altra.

Sperimentiamo la vita attraverso la totalitá del nostro essere, ma vogliamo definirla con un mezzo limitato come la logica ,il raziocinio , che sono facoltá mentali utilissime, ma grazie a Dio ne possediamo molte altre, che disgraziatamente ci dimentichiamo di usare.

Che peccato hanno commesso i genitori del passato tutte le volte che hanno silenziato queste parti fondamentali nei propri figli come l’immaginazione e l’intuizione, che offrono una voce piú completa della percezione di noi stessi! Giustificando questo con la necessitá di inculcare rispetto e di educare.

Che peccato commettiamo noi, nuovi genitori, al educare i nostri figli non sapendo che cosa sia la libertá e volendo offrirla a loro senza averla ancora conquistata,desvirtuando nuovamente, ma in un’altra forma, il rispetto per se stessi…

Beh , penso che ci sia una trágica compensazione ,un gioco di squilibri che dovranno necessariamente riequilibrarsi ,non oscillare troppo lontano dal centro,come si dovrebbe fare forse in tutte le cose.

Viviamo in un época in cui ,credo che ,tutti un giorno si questionino sul significato della própria vita come sto facendo ora io,essendo questa , diventata sterile e grigia per la maggioranza.

Certo ,mi dico! Noi mettiamo nello schema spazio- temporale una monotona ripetizione di eventi .Nell’único momento reale ci piazziamo un cerchio, come quelle ruote dei criceti, e assomigliandoci ad essi, giriamo vorticosamente,sempre piú in fretta, pensando che stiamo andando da qualche parte, ma nella corsa e nell’ansia, nemmeno ci accorgiamo che stiamo fermi nello stesso tempo e nello stesso punto oltretutto a stancarci….

E poi diciamo che siamo stufi di questa vita e di fare sempre le stesse cose o di vedere sempre lo stesso tipo di persone,o di avere sempre gli stessi problemi. Come scendere da questa giostra,e quindi cambiare?

Moltissime volte rimango incastrata in questo circolo , ma poi qualcosa mi dice:

– No, non puoi continuare cosí, questo non funziona..!

 

AngeliLa noia e l’inquietudine sono forse le mie migliori amiche,perché mi costringono a cercare qualcosa in piú .

Ed eccomi interiorizzata a riesaminare il mio tempo e la mia vita, e come rotta orientativa mi rifaccio a quella dei grandi uomini del passato. Come pensavano ,come hanno risolto la loro monotonia, e che cosa li rendeva speciali e felici. Credo,come molti suggeriscono, che tutto quello che mi succeda sia una progezione della mia mente e che se sto vedendo determinate situazioni o tipo di persone ad agire in modo assurdo,é perché le sto pregettando da dentro di me , quindi il progettore sta facendo girare un cortometraggio ,quell’antico collage che cominciamo a costruire in tenera etá ,con il libreto d’istruzioni del montaggio offertoci ,o meglio dire, imposto dall’ambiente e dai familiari. Una volta accortami di questo…posso trovare una forma nuova di stare al mondo.

Mi rifiuto di pensare di essere una vittima di un destino prestabilito, che vengo a fare qui se non posso interagire con questo?

Siccome questa domanda giá me la pongo ormai da anni, ho capito che la risposta non ce l’há la mia mente cosciente , perché intellettualmente e logicamente o revistato tutte le parti di quel qualcosa che chiamiamo mente.

Dov’e´ il mio progettore?Chi sta raccogliendo silenziosamente queste credenze e mi influenza ,anche senza la mia autorizzazione cosciente?

Faccio parte di quelle persone che pensano che la mente non sia di certo locallizzata in un organo físico specifico ed isolato come puó essere il cervello per esempio… Allora indago sull’antico collage costruito con le mie credenze, i miei valori, i miei pensieri di base,e comprendo che non é cosí di facile accesso.

Immagino la Mente umana, un qualcosa di collettivo e individuale allo stesso tempo, come lo hanno immaginato giá molte persone del passato.

Come diceva uno dei miei maestri preferiti, Carl Gustav Jung, c´é qualcosa nella psiche umana di ancestrale, che viene passato da un umano all’altro oltre il tempo e oltre le distanze…

Ci sono cose come disegni Archetipici tracciati profondamnente nella nostra mente che ci impulsano ad attuare in deteminati modi.

Alcuni di questi che sono alla base della nostra struttura umana hanno carattere numinoso e reverente , come il concetto di Dio che risuona dentro di noi, e ci spinge a cercarlo a viverlo e… a perderlo ogni volta che vogliamo capirlo e scegliamo di non sentirlo.

Il maestro assoluto che ,anche sotto forma di ricordo profondo come il nostro inconscio ,nascosto in un passato ultraremoto, ci spinge a sentire la vita e quindi non a pensarla!

Ritorna naso al fatto che il nostro cervello capta vibrazioni e le traduce in forma pensiero per noi conscie ed altre inconsce,cerco allora, la maniera di accedere alla parte inconscia…dove si nasconde il mio collage e il mio progettore…

Gli esperti in matéria dicono che questa parte di noi dimenticata e inaccessibile, funziona un pó come un bambino di circa otto anni che raccoglie tutte le nostre memorie in una forma pittorica, simbólica ,com immagini e com parole esatte ,semplici, come affermazioni che diventano comandi indiscutibili.

Se la mente e il subconsciente sono campi che non possiamo percepire consciamente attraverso la nostra parte logica ,allora come decidere cosa voler vivere e cosa no?Come cambiare la nostra percezione se questa ad un determinato momento non ci soddisfa piú..?Che cosa possiamo fare per accedere, per comprenderlo?Per influenzarlo?

Non possiamo attuare in questo territorio, come lo facciamo nella nostra vita ordinaria,ma possiamo sentire quello che ci fa stare bene e quello che ci fa sentire incomodi e spaventati.

La mente subconsciente ha la maggior parte delle informazioni…quele vibrazioni,pensieri svelati da ogni singola vita,da ogni singolo momento,che si muovono in uno spazio invisibile,come nuvole e tessono paesaggi di varietá infinite formando scenari nuovi, attratti dallo sguardo di chi cerca, anche inconsciamente, determinati colori,tradotti in scene che potranno essere progettate attraverso la mente, nella vita di colui che a “scelto “di riviverli e rivelarli.

Le sensazioni che attraggono queste vibrazioni e tendenze archetipiche operano molte volte alla soglia del nostro cosciente,e poi si traducono nelle nostre esperienze,in noi che abbiamo anestetizzato i sensi e non stiamo attenti a quello che sentiamo, ma dormiamo un sonno piú o meno profondo ,che ci conduce alle porte di un incubo,fino quando finalmente siamo risvegliati spesso da uno spavento.Riusciamo a renderci conto che non stiamo vivendo la nostra vita,ma di qualcuno a noi estraneo. Comunque sia la causa di questa specie di risveglio, un’istante di tale profonditá e chiarezza, ci permette di riprendere in mano la nostra vita …ritorniamo in noi,tutto si accende, il corpo rivive, ripopolato da un’anima assopita da tanto tempo!

Um momento di riflessione é capace di regalarci l’onore di essere vivi.

Come ció che sto provando ora ,in questo sacro raccoglimento dei miei pensieri.

É un rendersi conto che facevano fino ad ora quasi tutto in automático e che le cose possono andare in un ‘altra maneira! Una maneira determinata dalla nostra volontá personale e attivata quando siamo risvegli dentro di noi , nei sensi, e nelle percezioni , e quando sotto a tutte queste sensazioni riusciamo a distinguere un sentimento di Pace e di benessere che ci invita a restare lí ,per ricevere i miracoli dell’essere presente in quell’istante,in quello spazio ,in quell’infinito ORA.

Da bambini ci rimanevamo ricordo!

Sogni

Almeno la maggior parte dei bambini , quelli che hanno avuto la fortuna di avere un’ infanzia.

Nell’epoca della fanciullezza, le preoccupazioni non incidevano tanto in noi , a volte ci spaventavamo e ci bloccavamo , ma la frescura dell’essere fluiva nonostante tutto e ci regalava il piacere della vita.

Poi, piano piano l’Ego si struttura solido ,le inibizioni ed i blocchi vengono spediti nella parte piú lontana dai sensi,perché dobbiamo preoccuparci con altre cose.Ci confrontiamo con il peso della societá,con il peso e la visione globale ,la media dei pensieri di tutti.Si cerca di allinearsi con questi per poter partecipare alla gara della riuscita sociale , e poco a poco ci si dimentica di quella sensazione , di quello che ci guidava per il cammino proprio autocrescimento,e, di quello che era l’uso delle funzioni essenziali dei nostri strumenti magici, il cervello e il próprio cuore inteso come mezzo di comunicazione percettiva di sentimenti e emozioni.

Le nuove tendenze olistiche di oggi e le varie terapie alternative, ci inviatano a ritornare sui nostri passi e ricordarci di questa benevole sensazione che ci riporterebbe a casa tra le braccia dell’Allegria se ci impegnassimo a seguirla tutti i giorni.

Ci dicono che il cammino di ritorno é legato alla percezione ,che si modifica quando cambiamo le nostre credenze di base limitanti,quella specie di comandi inconsci che il bambino che é in noi ha interorizzato con tutta la sua fragilitá ,con tutta la sua fidúcia, la sua fede in quello che gli arrivava attraverso i nostri sensi…e reagisce spaventandosi il piú delle volte , tutte le volte, come lo ha fatto nella prima ocasione, quando é entrato nella sensazione del buio, della separazione della presa di coscienza che l’ego recentemente há conquistato, proferindo le parole io sono.

Ha tanta paura oggi , che la prima cosa che facciamo é difenderci o attacare e l’allegria é sparita tra i veli spessi dell’insicurezza.

Come glielo spieghiamo ora a quel bambino di non avere paura?

Pensieri-e-realta

Non seguiró un filo lineare e razionale, partendo dal presupposto che la Vita mi vive.Di certo ho capito che la mia piccola volontá del tal “Io sono “ é sprovvista del potere di farmi respirare , di farmi vedere le cose ,di avere la sensibiltá del mio intorno, di far battere il mio cuore…ecc.

Mi rivolgo a lei ,alla magia della vita, impregnata di un vento di Forze che operano ordinate ed obbiedienti ad un comando di pura perfezione e d’Amore.Tanto invisibile ao nostri occhi quando lo cercano con la vista, e tano evidente ..quando usiamo gli occhi del cuore, che riceve e traduce la Luce sotto forma di sentimenti, e attraverso di questi entriamo nel giardino perduto.

In un dialogo intimo gli chiedo:

Vita mia, ricordami il cammino che percorrí e fammi recuperare la visione dell’orizzonte delle mie possibilitá!

-Adesso sono qui , ci sono sempre stata, peró ora, sono ritornata da un grande pellegrinaggio nella terra della desolazione…

E Lei mi conduce attraverso questo pensiero alla bambina che fui, e mi manda a cercarla…

dove sei mia parte bambina che cominciaste il cammino?

Un respiro profondo mi riporta a vagare tra i miei ricordi e… la ritrovo lí inocente, rivedo il brillo dei suoi occhi, cosí bella e dolce!

L’ abbraccio e gli racconto la mia storia, e lei la sua, fino al momento in cui le due storie coincidono, e lei teneramente mi riconosce.

In me, si rivede adulta e capisce che abbiamo giocato al gioco del “fare finta che..”

Ridiamo tutt’e due come matte,mi rimetto a cantare come lei faceva per la strada, con quello sguardo magnetico che rubava le immaggini di tutto ció che la circondava rendendo eterno ogni momento.

Recupero quello sguardo vivo e qualla voglia di qualcosa di piú dalla vita…

Grazie Vita mia ,mi hai risposto e mi hai fatto vedere, nel mondo infinito della meditazione che il gioco é vero e reale.

Io e parti di me ,che pensavo ormai perse nel passato,abbiamo capito che nonostante tutto siamo piú vive che mai , siamo passate per laceranti delusioni e abbiamo imparato che le aspettative,non sono nostre alleate.

Abbiamo esplorato tutti i nostri difetti attraverso i difetti che abbiamo trovato negli altri, e visto che sono le nostre paure ad infondere le difese meschine del piccolo ego, quando é convinto che comanda lui il gioco.

Abbiamo compreso quanto é importante amare, sempre e comunque, anche quando ci rifiutano, anche quando ci maltrattano e quando il nostro cuore sembra non poterne piú, perché l’amore, che si progetta in un ‘ intenzione di benevolenza verso gli altri, é la nostra sostanza, e quanto piú offriamo di quello che siamo, piú creiamo il nostro vero corpo, fatto di luce e vibrazioni, e possiamo compiere attraverso questo, un atto d’intrega incondizionale facendo ricordare alle altre persone che solo siamo attori in un dramma temporário.

Insegniamo l’uno all’altro gli errori ,le veritá, le realtá ,le illusioni…e ci rispecchiamo increduli il nostro próprio volto,fino all’ultima disperazione che c’impone di guardare finalmente piú in alto e vedere le pareti del palcoscenico ,e al di la di queste, percepire la testura dell’essere.

Finalmente, capisco a che cosa serve tanta disperazione,comprendo che lottare contro di lei,ci fa sentire perennementi sconfitti ,perché perdiamo la nostra energia in qualcosa che non é la nostra vera guerra. Rinnegarla fa aumentare segretamente la paura di vivere,e ci fa smarrire la nostra anima che si paralizza nel timore di perdere quello o quelli, che non impariamo ad amare per causa dei nostri apeghi.

La guardo negli occhi allora,e la questiono, ma l’abbraccio perché anche lei fa parte delle quattro esili pareti di questa dimensione, fosse ne é la vera protagonista,e nonostante tutto riesco a respirare libera perché finalmente ho visto un Cielo aperto …

Ho percepito come la mia mente é infinita , cosí come la mia Vita….sempre e quando cosí riesca ad immaginarlo.

Corrono i miei pensieri, in questo istante e viaggiando velocemente nel tempo, ho accesso a stanze nuove , aperte della mia anima, luoghi dove sento che sono io a deciderne i colori e le forme, e in cui scelgo di entrare…o no.

E in questo spazio,incredibilmente ampio, capto queste considerazioni sulla vita…

Materializzati sotto forma di lettere e parole su questo quaderno che proteggeró nella mia scatola color del Cielo …

Chiaro immagino che quando la scatola sará messa nella grande

…. racconterá questo momento di vaneggio alle altre guardiane dei segreti dell’anima,e spanderá questa vibrazione.

Qualcuno un giorno vibrando in modo simile, lo assorberá e lo materializzerá sotto forma d’idea,che spunterá quindi in un’altro cervello come é successo a me,e lo stesso paesaggio si aprirá in quella mente che lo osserverá ..lo contemplerá.

E tutto a causa di piccole domande ..domande aperte fatte per esplorare…

Chissà ,magari l’attore questa volta invece di scriverlo ,deciderá di catturarlo in una pittura o lo trasformerá in note musicali che daranno vita ad una melodia o ancora qualquno lo fermerá in una fotografia…comunque sia questo momento speciale vivrá per sempre perché niente si perde di questa vita , nemmeno un singolo pensiero…

tanto meno il prodotto dell’immaginazione che soliamo rigettare con la nostra allenata logica, catalogandolo un vano sognare ad occhi aperti, ma che in realtá ,offre il miracolo di una nuova percezione.

Facoltà magica capace di aprire mondi meravigliosi tutte le volte che voliamo un pó piú in alto con la nostra fantasia ed entriamo in una mente piú ampia,disponibile dall’altra parte della porta chiusa dai nostri limiti.

Basta un cuore coraggioso che si’inoltri nella terra inesplorata,e non si limiti ad osservare,ma ad usare la fede della sua visione per ricevere in quello spazio la pioggia della creativitá.

Inventarsi quindi la propria vita, scoprendo il próprio potere e il dono piú grande che abbiamo, quello della nostra libertá,che aspetta di essere conquistato,ansioso di offrirci la felicitá che ci conduce piú leggeri in questo eterno gioco del vivere e morire.

Scritto da Nadia Caroti

Prime 2 immagini Quadri di Nadia Caroti

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