Trenta-denari-argento

Trenta Denari d’Argento

Coperto da un fondo di verità, in ogni romanzo c’è un pezzetto di realtà, in ogni leggenda c’è un ricordo perduto, dove le memorie si coprono di nebbia, fantasia e realtà si mischiano.
Noi tutti portiamo dentro echi di vite passate (non necessariamente vissute in questo mondo), non tutti riescono a metterle su carta, ma in tanti scritti, se pur essi sembrar appartenere alla fantasia, se attentamente ricomposti otteniamo ciò che la nebbia del tempo ha portato via.

In molti modi si narra che io sia morto.
Si, ci sono tante storie sulla mia morte, perché in molti modi ho tentato di togliermi la vita, ma ho sempre miseramente fallito, condannato a vivere in eterno con il mio dolore.

Matteo 27,3-5

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e Vangeloriportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi.
Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue».E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi.

[Consiglio al lettore di tenere ben in mente queste parole: “Sangue Innocente”, “Campo di Sangue” e Monete D’Argento]

Luca 22,3-6

Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici. Egli andò a conferire con i capi dei sacerdoti e i capitani sul modo di consegnarlo nelle loro mani. Essi si rallegrarono e pattuirono di dargli del denaro. Egli fu d’accordo e cercava l’occasione buona per consegnare loro Gesù di nascosto alla folla.

Luca 22,21-23 (Ultima Cena)

Ultima-Cena«Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!»
[ma guai a quell’uomo dal quale è tradito]

 

Morte di Giuda

Matteo:

Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi.

Atti degli Apostoli:

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse:

Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù.

Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero.

Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue.

Eventi narrati in altre fonti:

– Nel Vangelo di Giuda, Iscariota muore lapidato dagli altri Apostoli

– Lo scrittore cristiano Papia di Lerapoli, narra che Giuda, dopo il tradimento, andò in giro vagabondando, con il corpo così gonfio da non poter passare lì dove un carro poteva passare con facilità; e morì travolto da un carro, con le viscere che uscirono dal suo corpo.

– Nel IV secolo, il vescovo persiano Afraate narrò che Giuda si era legato una pietra al collo e si era gettato nel mare, morendo.

La Rinascita

Tutto avvenne la sera del Giovedì che i cristiani definiscono Santo, preso dal Dracularimorso, nascosto dalle luci del tramonto, una corda ben stretta su un ramo collocai, un cappio diligentemente costruito che avrebbe lavato via le mie colpe, ma appena il mio corpo esalò l’ultimo respiro riaprii gli occhi e per ore restai penzolante a quel ramo finché esso si spezzò e caddi al suolo.

[Il Figlio dell’Uomo se ne va, ma guai a quell’uomo dal quale è tradito]

Cadevo al suolo e non sapevo di essere stato condannato ad una vita di tenebre a desiderare e a bere il sangue innocente da me cosparso sulla terra per delle misere monete d’argento.

[Questo è il mio sangue, offerto per voi e per tutti in remissione dei peccati, da quel giorno, in ogni Uomo, scorre il sangue del Salvatore]

Di tutto questo non mi accorsi finché colui che io avevo tradito non vinse la morte e ritorno alla destra del Padre.
Dal quel momento avvertii un insaziabile sete di sangue, di nulla potevo nutrirmi, ho provato, ma un Leone è costretto ad uccidere.
Il tempo passa, la maledizione resta.
Condannato a non rivedere mai più la luce del sole, essa non mi uccideva, ma mi provocava immenso dolore.

Iniziai ad odiare il simbolo della Croce, l’Argento, l’acqua benedetta e ogni simbolismo riferito al Cristianesimo.

Odiavo la mia stessa ombra e il riflesso della mia immagine.

Iniziai a ricevere le visite di colui che governa le tenebre, avrebbe trasformato la mia maledizione nel suo strumento.
Mi prometteva grossi poteri, vita eterna e soprattutto avrebbe trasformato la mia maledizione nella mia vendetta, non avrei più ucciso colorò del cui sangue mi nutrivo, ma avrei donato loro una nuova vita, sarebbero diventati come me. Avrei succhiato via da loro il sangue innocente senza ucciderli.

Mi promise che non avrei visto mai più la mia immagine riflessa che tanto odiavo, che non avrei provato mai più dolore e rimorso, mi avrebbe sollevato dalle mie pene. Avrebbe spazzato via ogni forma di rimorso.
Alla fine accettai, non biasimatemi, il dolore che provavo non può essere descritto a parole.
I miei figli muoiono se colpiti dall’argento (Le monete del tradimento), bruciano davanti ad una Croce (Il simbolo che ha ucciso il Figlio dell’Uomo) e sono feriti da ogni altro simbolo Cristiano.
Io, oggi, sono conosciuto da tutti voi come DRACULA…………………………

2 pensieri su “Trenta Denari d’Argento

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