Le ali cadono e la vita riprende

Quando le ali cadono resta solo la voglia di volare, ma lo si può fare anche senza.
Troppe volte si è presentato all’appello e troppe volte ha lasciato solo cenere dietro di lui.
No si è mai voltato a guardare, non ha mai alzato lo sguardo, compare nei mondi al limite della sopravvivenza per correggere gli errori e conosce un solo modo per farlo.
Dopo il suo intervento resta solo cenere e dalla cenere, con le ali della Fenice, torna la vita.

Sono stato mandato a fermarlo, almeno cosi credevo, ma come fermare un essere del genere?
La nostra battaglia avrebbe distrutto, comunque, quel mondo che a causa dei suoi abitanti già esalava gli ultimi respiri.
Non sapevo quando, ne come si sarebbe presentato. Non conoscevo il suo aspetto e il modo d’agire, sapevo solo che dovevo fermarlo ad ogni costo.
Non mi sono mai chiesto il perché, se vengo mandato in missione io vado, ma questa volta avevamo lo stesso mandante, non poteva semplicemente revocargli l’ordine? Era davvero necessaria questa battaglia?
Molti perché, apparentemente, senza risposta attanagliavano la mia mente.

Il Viaggio

Mi misi in viaggio e grazie alle ali della Fenice in pochi istanti ero a Paesaggiodestinazione.
Non sembrava un pianeta sull’orlo del baratro, era giovane, in pieno vigore, davvero un mondo ospitale e vitale.
Mi sintonizzai sulle emissioni energetiche degli abitanti di quel luogo, se devi trovare un anomalia è il primo posto dove guardare, ma non scorgevo nulla.

Comunque, da li a poco avrebbero sperimentato l’inferno e questo mi doleva incredibilmente.

Discesi tra di loro, ripiegai le ali e mi mimetizzai assumendo sembianze appropriate.
Passarono molti giorni, non saprei quantificare quanti, ogni pianeta ha il suo scorrere del tempo e io riesco a passarci attraverso.
Ero sempre in allerta, scandagliavo la griglia energetica continuamente.
Poi incontrai un giovane, un ragazzo che mi somigliava tantissimo, poteva essere tranquillamente un mio gemello cosmico, l’unica differenza era il colore della pelle. Ovviamente io avevo sembianze diverse dalle quelle usuali. Non emanava una particolare energia, nulla che mi destasse preoccupazione, provavo solo un semplice e leggero stupore, anche se ero ben conscio che da qualche parte nel tempo e nello spazio dimensionale esistevano altri esseri con le mie sembianze, come esistono per ognuno di noi.

Coincidenze

coincidenzeQualcuno la chiamerà coincidenza, ma chi vive nelle linee dimensionali, sa benissimo che non esistono, io vivo al di là di alcune leggi che governano il pianeta Terra e la dimensione a cui esso appartiene.

Io osservo dall’alto le forze del riequilibrio e come la gente riesce a scatenarle contro di se, vedo la nascita e la morte di tanti assorbitori energetici partoriti dai pensieri congiunti.
Con questo non voglio dire che sono immune, nessuno ne è, voglio solo dire che conosco le regole del gioco e quindi riesco a giocarci più facilmente.

Dopo qualche tempo cominciavo a domandarmi cosa ci facevo lì, non vi era motivo.
Poi subii un attacco, nulla di preoccupante, esseri che riesco a gestire tranquillamente, ma nella battaglia mi accorsi di avere qualcuno al mio fianco, li spazzammo via in un batter di ciglia e nel voltarmi mi ritrovai difronte ad uno specchio.

Bragkor il Distruttore

In quel momento tutto si fece chiaro, il “Distruttore” era Bragkor con il Bragkorsegno più, o forse con il segno meno. In un certo senso, sia meno che più sono la stessa cosa, nati dalla stessa luce e considerati diversi dalla mente della materia.

Ora la mia missione era chiara, “Bragkor il Distruttore” si era ritirato, aveva smesso, aveva finito la sua missione ed io ero li, non per lottare contro di lui, ma per incontrarlo. Ero li per essere messo a conoscenza.
Dovevo riunire in me entrambi i segni (- e +), ero li per liberarlo, cancellare la sua memoria e assorbire le sue conoscenze dell’altra faccia della medaglia, forse un giorno qualcuno libererà me.

2 pensieri su “Le ali cadono e la vita riprende

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