Reduci del 2012

E’ il periodo più controverso che stiamo affrontando, il cambiamento viene percepito, è iniettato a piccole dosi e non riusciamo a comprendere cosa accade.
Giorni strani, insoddisfazioni, euforia improvvisa, smarrimento, siamo i reduci del 21 Dicembre 2012, tutto doveva finire o tutto doveva cambiare, apparentemente le cose proseguono inalterate, qualcuno percepisce un peggioramento dell’energia che pervade la Terra e avvolge ogni creatura vivente.

Non c’è stata fine, non si è percepito il salto verso l’età dell’oro.

Siamo bloccati in un limbo di passaggio

Non ci siamo ancora abituati alla nuova energia e continuiamo ad avere un piedeLimbo-di-Passaggio sia di qua che di la.
Tutto avviene se siamo noi a dare il permesso.

Questo è un momento pericoloso, molti portali sono aperti e le battaglie si fanno sempre più frequenti.

Nemmeno il nostro pianeta sa cosa fare, si sente attratto verso una nuova dimensione, ma noi facciamo da zavorra e lo tratteniamo.

Siamo giunti all’Equinozio di primavera, Giorno uguale alla Notte,
Tenebre e Luce si equivalgono, il positivo si incontra con il negativa e ne resta attratto, nuove forme di vita vengono alla luce.

Si resta in allerta per tutto il periodo

BragkorCi sono nuove creature da traghettare, da difendere, qualcuno verrà a reclamare i figli che nasceranno.

E’ uno dei pochi giorni in cui Angeli e Demoni possono incontrarsi e riformare la primordiale energia. (http://www.ilmisteriosomondo.com/2013/01/dall-inferno-al-paradiso-solo-per-amore/)

Ho sempre sognato di smettere, di fermarmi e di osservare il mondo che cambia.

Di veder rinascere la fratellanza, di veder rifiorire la barriera che protegge la Terra.

E’ il giorno in cui io mi sarei potuto sedere, in quel giorno mi sarebbe stato concesso di ritornare a sognare, i miei fratelli, reduci da tante battaglie sarebbero ritornati a casa.

Tutto è fermo e anche io sono coinvolto in questo limbo.

Continuo ad essere ciò che non sono, continuiamo ad essere ciò che non siamo.

Non vediamo al di là del nostro naso e continuiamo a calpestarci i piedi a vicenda.

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