Rifugiato a casa del nemico

Quali strani meccanismi ha ancora il fato in serbo per me. Se fato lo posso chiamare. Ho trovato rifugio in casa del nemico.
L’Arca è partita.
Non tutti volevano imbarcarsi, non tutti avevano una casa dove tornare.
8 guerrieri hanno tentato di boicottare la sua partenza, 8 guerrieri che spesso hanno combattuto al mio fianco mi hanno dato la caccia per giorni.
Certo, io sono tra i guerrieri più forti, avrei potuto tranquillamente affrontarli, ma insieme a me vi erano 3 bambini e l’Angelo che proteggo. Bambini che dovevano tornare a casa.
Siamo fuggiti attraverso il tempo, i mondi, ma loro erano sempre dietro noi.

Il loro capo è un segugio, più astuto del Lupo che caccia. Quando lui ti insegue preferisce morire che fallire.
Uno dei bambini era ferito, febbricitante e indebolito. Ho cercato di curarlo come potevo.

Siamo finiti su uno dei pianeti più ostili dei mondi da me conosciuti, molti dei “mostri” contro cui ho combattuto sono venuti da lì.

Non ho mai osato metterci piede.

Era la casa dei tre bambini.

Si, mi ritrovavo a proteggere i figli dei miei nemici e mi ritrovo a chiedere rifugio sul loro pianeta.

Arrivo ad Habngar

Quando ho posato piede sul suolo di Habngar avevo tra le braccia uno di quei bambini, il più malconcio, e gli altri due erano per mano con Nelvet, oramai di lei ne ho fatto un guerriero, ma si ritrovava ad affrontare la sua prima battaglia dopo l’addestramento, forse, una battaglia che sarebbe risultata molto dura anche per me.

Incredibile come non conti chi siano e il loro aspetto, anche se da grandi diventeranno esseri che metteranno a ferro e fuoco molti mondi e io dovrò affrontarli, in questo momento vedo solo dei bambini in pericolo, bambini spaventati che non vogliono morire.

Darei la vita per proteggerli, anche se poi me ne pentirò.

Il pianeta Habngar ha un clima molto ostile, venti da 500, 600 Km/ora spazzano la sua arida superficie. Non è stato sempre cosi, era un pianeta florido prima del cataclisma che lo rivoltò, inverti i poli magnetici, fu scaraventato fuori dalla sua orbita e le cose cambiarono, le genti cominciarono a mutare per adattarsi.

Fummo circondati, ci preparammo alla battaglia, ma il Bambino che avevo in braccio raccolse quelle che a me sembravano le sue ultime forze e si fece posare in terra.

Non avevo mai visto nulla di simile, mise fuori combattimento più di 20 guerrieri Habngariani sollevando solo una mano, poi fummo avvolti dal suo potere e perdemmo i sensi.

Mi risvegliai in una delle loro case, ci avevano accolti e dato rifugio.

Ma Io e Nelvet eravamo in catene, in passato, avevo decimato moltissimi dei loro guerrieri.
Come era prevedibile, Gurghot, il capo dei nostri inseguitori, ci aveva trovati, fino ad allora non sapeva in quale dimensione e settore era situato questo  pianeta. Purtroppo, io li avevo condotti in quel luogo e ora stavano scatenando tutta la loro furia sugli Habngariani.

Se gli abitanti di questo pianeta sono terribili, gli 8 con a capo Gurghot possono essere paragonati ai cavalieri dell’Apocalisse.

Fu un bagno di sangue, lo scopo di Gurghot era proprio quello di distruggere questo pianeta con tutti i suoi abitanti.
Vi starete chiedendo perché non ho spezzato le catene?
Mi era impossibile, conoscevano i simboli dell’Alfabeto degli Angeli che rendevano quelle catene impossibili da spezzare.

E così Io e Nelvet ascoltavamo impotenti le urla dei caduti.

Improvvisamente Fummo liberati, ci alzammo in piedi e ancora una volta le mie lame si sono macchiate di sangue.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *