Dalla Luce che parla ad un amico viaggiatore.

Cosi si presenta a me questa voce, si fa chiamare “Luce che Parla” e improvvisamente inizia il suo discorso, a volte comprendo, altre volte le sue parole mi sono prive di significato, ma alla fine dice che qualcuno mi aiuterà a capire, riporto integralmente il discorso cosi come mi è stato chiesto di fare:
Se la fine è come l’inizio allora non è ancora il momento. Due sono le ali, due sono i mondi, ma uno è l’essere umano.
Racchiuso in un guscio, smarrito e spaventato aspetta solo di ritornare a casa, ma ha paura di farlo.
Il ritorno verso casa noi lo chiamiamo morte.

Inutile anticipare questo momento, inutile cercare di ritornare, se si forza questo passaggio si ritorna sempre allo stesso punto in cui si è lasciati.

Il momento non è facile, troppe energie contrastano con il passaggio, gli uomini avvertono qualcosa, ma non sanno come spiegarselo, solo sensazioni, solo stati d’animo.

Non sei uno, sei due, la verità è che sei tre.
Corpo, Anima e Amore

Oggi sei qui, domani vagabondi, ma ritorni per Amore.
Lenta e meticolosa è la passeggiata.
Uno sguardo verso questo magnifico sogno e improvvisamente ti ritrovi a farne parte, ti manca qualcosa, tutto il cammino è un continuo cercare. Inutile avere, ti sembra sempre di essere insoddisfatto e qui ti manca il tramonto.

Ti manca quella luce calda e rossa che tutto ravviva prima di sparire nell’ombra dell’azzurro.
Sparire per poi ritornare.
Un caldo abbraccio, ma ti senti solo, un momento di ebrezza e di nuovo a naufragare.
Un porto, una terra ferma, quella che avevi non era sufficiente.
E’ solo un istante, ma lo conservi per sempre.
Un contatto che ti segna per l’eternità, un calore che ti sconvolge e nella tua mente non esiste altro.

Ora hai freddo, il tiepido è lontano, continui con la speranza a cercare, daresti tutto per rivivere quel solo istante ancora una volta, daresti tutto purché quel solo istante duri per sempre.
Per sempre è solo nella tua testa, ora è già passato, ma tutto è contemporaneamente.

Dal contatto con le mani passava lungo tutto il corpo, un fiume in piena travolgeva ogni cosa e i figli di Klusich aprivano gli occhi.

Lo stupore era tanto, nei loro occhi  si leggeva qualcosa che non conoscevano.

Ora erano qui, ora erano davvero.

Sogno e Realtà in un unico turbine e smetto di cercare.

Ora ho e sono completo.

Guscio vuoto, uno non più esiste. Ora so di essere due, ora sento qualcosa che mi vibra nel petto. Questa volta devo riuscire.

Dalla Luce che parla ad un amico viaggiatore: non comprenderai molte delle parole, ma qualcuno che vede ripristinerà l’equilibrio, ti spiegherà ogni parola e gli occhi ti si apriranno.
Grazie di avermi permesso di parlare.

6 pensieri su “Dalla Luce che parla ad un amico viaggiatore.

  1. Non 6 1 6 2 la verità è che 6 3 —> Non 15 (6+1+6+2) meglio 6 (15=1+5). La verità è nel 9 (6+3) UnoNessunoCentomila CentomilaNessunoUno

    Scusami, ogni tanto mi capita di dare i numeri XD

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