Guerriero-Donna

Pietra Grigia del Cuore

Guardo la dimensione che mi circonda attraverso gli occhi della mia spada, un filtro, una protezione.

Anche il più invincibile dei guerrieri qualche volta ha un ripensamento.

Akrophos era come sempre al mio fianco, mi seguiva in ogni battaglia, in ogni dimensione, avrebbe dato la vita per me, ma questa volta non poteva capire cosa il cuore mi stava sussurrando.

Seduto, tra le tenebre senza luna, su quella pietra di colore grigio, mi rigiravo tra le mani la mie spade, emettevano uno strano scintillio, amiche fidate di tante battaglie.

Due spade, due come le facce di una stessa medaglia, bene e male.

Avevo tolto la mia armatura, poggiata li per terra mi implorava di essere indossata.

Corpo da Guerriero

Guardavo il mio corpo forgiato dalle battaglie, muscoli che nemmeno l’acciaio potevano scalfire.
Quello strano marchio sul mio addome indicava il mio percorso, un Falco Pellegrino con la testa rivolta verso destra.
Era in quella direzione che si apriva il portale che varcavo per vagabondare da una dimensione all’altra, portavo il mio aiuto in ogni giusta battaglia.

Sono un guerriero nel corpo, ma non nel profondo della mia Anima.
Quanti campi di battaglia devono affrontare ancora i miei occhi intrisi da una luce di malinconia ?

Mi sono sempre chiesto perché sono stato scelto, la mia Anima ricerca l’Amore, si strugge di commozione per la nascita di ogni sorriso. Si inebria di felicità per ogni sguardo sincero che riceve.

Sussulto

Improvvisamente sento alle mie spalle un rumore, dalle tenebre emerge una sagoma di guerriero che brandisce la sua spada, ricoperto dalla sua armatura mostrava solo gli occhi di un colore rubino intenso che penetravano tutto il mio corpo.

Non avevo il tempo di indossare l’armatura.

Strano che Akrophos non si era messo in allerta, non percepiva pericolo, eppure stavo per essere attaccato.

Forse era l’occasione che si presentava per liberare la mia Anima da quel corpo di guerriero.

Avrei accennato un tiepido attacco per poi subire la sua controffensiva nella speranza che la sua lama riuscisse a scalfirmi.

Non ci fu nulla da fare, il mio addestramento rese nullo ogni colpo portato ad offendermi.

Ero entrato in modalità da battaglia, era qualcosa di radicato nel mio corpo, agiva da solo, se viene attaccato si difende senza lasciare una minima speranza all’avversario.

Quasi la mia mente conscia non lo controlla, non posso in alcun modo perdere in battaglia.

Quando stavo per sferrare il colpo decisivo Akrophos fermo il mio attacco interponendosi fra di noi e con un rapido movimento di coda fece volare via l’elmo del guerriero dagli occhi rubino.

Una Donna, quel guerriero era una delle più belle donne che avevo mai visto.

Nel suo volto riconobbi la bambina che fasciava le mie ferite quando ero nel periodo di addestramento presso i Guardiani del Portale.

Quest articolo segue un filo logico, qui puoi trovare l’intera storia: http://www.ilmisteriosomondo.com/la-storia/

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