Genio-della-Lampada

Il Gioco di Aladino

Venne da me quella sera, era disperata.
Mi disse: So che devo cambiare i miei pensieri, so che tutto quello che mi accade dipende da essi è per questo che sto male.

Sto sempre più male perché non riesco a cambiarli.

Ogni volta che provo a fare come se già avessi la libertà economica, come se già avessi la casa che voglio, come se già avessi la famiglia ideale sento una profonda tristezza perché so di non poterli mai avere.

Che motivo ho di andare avanti in questa sofferenza?

Qualsiasi cosa io le dicessi serviva soltanto a buttarla sempre più giù.

Aveva una bella vita, voleva di più e per avere di più stava distruggendo tutto ciò che già aveva.

Era entrata in un turbine di pensieri ed eventi negativi.

L’ostacolo era il non sapere ciò che veramente voleva.

Sapeva dire solo voglio una bella casa, una bella famiglia e tanti soldi.

Ma quando le chiedevo, che intendi per bella casa?

Rispondeva una bella casa e si metteva a piangere.

Provammo a fare un gioco, un gioco che poi avremmo soprannominato:

“Il Gioco di Aladino”

Le dissi: Immagina che Io sono il più potente dei “Geni” e devo esaudire tutti i tuoi desideri, per esaudirli devo comprendere esattamente cosa vuoi.

Le diedi un foglio di carta ed iniziammo il gioco, tutto ciò che veniva fuori lo doveva scrivere.

Non fu un inizio facile.

Primo desiderio: Voglio una bella casa

E io iniziai con le domande: Come deve essere la casa? Indipendente? In un condominio, come deve essere il condominio? Quante stanze deve avere?

Più lei rispondeva e segnava sul foglio di carta, più io le ponevo domande.

Doveva dirmi tutto, dal colore delle tende a cosa voleva trovare nel frigorifero.

Durante il gioco la vidi cambiare, si divertiva ad ordinare, non piangeva più e sorrideva. Le domande servivano ad indirizzare i suoi pensieri.

L’Interruttore

Voleva l’interruttore che le permettesse di cambiare pensieri e io feci in modo di darglielo.

L’interruttore sono le domande.

Non poteva porsele da sola nello stato in cui era, nessuno può porsi belle domande se è in uno stato emotivo distruttivo.

I giorni successivi il gioco è continuato in maniera diversa.

Abbiamo disegnato la piantina dell’ appartamento da materializzare e almeno tre volte al giorno doveva inviarmi una foto di ciò che voleva all’interno della casa: il televisore, i divani, i pavimenti.

Il cartellone non è ancora completo, ma il suo stato d’animo e i suoi pensieri sono mutati.

Ora mi dice: “Sento che la posso avere, la sento sempre più vicina.”

Ha scritto anche una canzoncina, senza che io le dicessi niente, per darsi forza e condizionare la sua mente ad avere ciò che desidera.

Le cose le sono iniziate nuovamente ad andare bene, nuovi incarichi di lavoro gratificanti e ben retribuiti. La situazione sentimentale le si è girata a favore.

Ha ritrovato la strada della felicità, ma ora tocca a lei continuare a percorrerla.

9 pensieri su “Il Gioco di Aladino

  1. Molto chiara ed illuinante. Direi incisiva quanto eloquente.
    Diretta quanto basta per giungere ad orecchie e mente che sappiano conprenderne il senso.
    Compreso perfettamente.
    Grazie…

  2. Si…è proprio un bel “gioco”…ma il difficile è trovare l’equilibrio: visualizzare e calare l’importanza! Come dici sempre tu Bragkor questo è quello che è necessario fare per ottenere le cose che più desideriamo, ma ti confesso che ho molte difficoltà nel calare l’importanza…Il solo fatto di visualizzarle nei dettagli non crea già importanza?

    1. @Peter: La risposta l’hai fornita tu stesso. Per far calare l’importanza bisogna considerarlo soltanto un gioco che aiuta a distrarsi dai pensieri negativi di “Non Possesso”. Quando gli facevo le domande a raffica, per rispondere, cambiava punto focale. Poi la ragazza della storia è una scettica incallita, non crede a nulla. Faceva questo gioco sotto mia insistenza, ma mi disse: Non credo serva a nulla è solo una gran cavolata, ma proviamo. Facendo in questo modo azzerò completamente l’importanza. Non si aspettava nulla e non pretendeva nulla.

  3. Confido sempre nel principio di reciprocitià.
    Chi ha orecchie per intendere…
    E so che hai inteso bene la mia riflessione.
    Grazie.

  4. Bello questo gioco, la casetta in Andalucia, sul promontorio del parco naturale davanti al Mediterraneo, mi è arrivata così, fantasticando dal paese vicino mentre guardavo in quella direzione, ci sono voluti 6 anni, mi dicevo sempre “un giorno arriverà” ,quando ho smesso di pensarci incredibili coincidenze mi ci hanno portato. Da dire che gli unici soldi che ho speso sono quelli della riparazione del tetto, e pure quelli mi sono arrivati “così”. Da un po’ di tempo però mi sto rendendo conto che tutti i miei desideri stanno confluendo in UN UNICO GRANDE DESIDERIO , qui la storia è un’altra perchè io non so cosa cerco, pur essendo assolutamente determinata a trovarlo. So che è la cosa PIU’ IMPORTANTE, ma non so nemmeno se è una cosa, che canzone dovrei cantare se non so il suo nome, se non so nemmeno se si possa chiamare? A chi ne posso chiedere dell’esistenza se non so nemmeno se qualcun’altro sente lo stesso incontenibile impulso? Non si può immaginare nulla che non si habbia visto in precedenza, allora da dove vengono tutti questi sogni? …non so, non ricordo… La Madre mi consola, ma io mi chiedo chi sia mio Padre…

    1. @Michela:

      Non si può immaginare nulla che non si habbia visto in precedenza, allora da dove vengono tutti questi sogni?

      I Sogni provengono dal vagabondare dell’Anima in dimensioni non ancora realizzate. Possiamo sognare sia ciò che si è visto sia ciò che non si è mai visto. L’Anima libera nel sogno va a giocare un po dove gli pare. Grazie Michela, come sempre arricchisci questo blog con i tuoi commenti e io te ne sono veramente grato.

  5. tutto quello che c’ era da dire è stato detto…
    Ci sono persone che studiano molto e credono che la teoria è l’ unica arma vincente e continuano a studiare e studiare usando poco tempo per la PRATICA che è quella che porta ai risultati.

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