Il Sovrano perse il regno per l’Insoddisfazione

Qualcosa di invisibile si insinuò nella sua mente, non aveva mai provato quella sensazione e non poteva sapere che era il nemico più terribile. Un nemico silenzioso, inizia dalle piccole cose e distrugge il tuo mondo.

Era il regno più rigoglioso e splendente, la sua regina, la donna più bella che avesse mai visto. Le genti, sotto il suo regno, erano le più felici, si raccontava che quello era il Paradiso.

Il Re ogni mattina ringraziava, ringraziava il sole, gli alberi che fornivano il nutrimento, ringraziava la sua donna di essere cosi bella, ringraziava il suo popolo, ringraziava il Creato di tanta abbondanza e tutto continuava a risplendere.

Tarlo della Mente

Una mattina incontrò il sovrano di un regno vicino il quale gli pose questa domanda: Sei soddisfatto del tuo abito?

Li per lì non seppe rispondere, ma quella domanda si insinuò come un tarlo nella sua mente.

Sono soddisfatto del mio vestito?

Non saprei, forse le cuciture, forse il colore. Effettivamente potrei farmi fare un vestito più bello.

Tutto iniziò da quella domanda che lo portò giorno dopo giorno a non essere soddisfatto più di nulla. Non era soddisfatto del vestito, del cibo, degli arredi. La sua insoddisfazione cresceva, ogni mattina non “ringraziava” più, ma si lamentava.

Perché ho un regno cosi piccolo? Perché nessuno riesce a fare un abito che mi soddisfa? Perché sono un Re Incompreso?

Iniziò ad essere triste e insoddisfatto.

Nulla gli stava bene, ma non sapeva, nemmeno, cosa realmente voleva.

Il Virus dell’Insoddisfazione lo aveva infettato.

Ben presto molte sciagure si abbatterono sul suo regno, siccità, carestia, il popolo iniziò ad abbandonarlo, subì un attacco e il castello rimase danneggiato, alla fine perse il trono e si ritrovò povero in una casetta fatta di mattoni e paglia.

Si domandava perché gli Dei lo avessero maledetto, senza rendersi conto di essere la fonte della sua maledizione.

I suoi pensieri mutarono a causa di quell’innocua domanda (ma tu sei soddisfatto……..?) e con essi mutò la realtà.

Più era insoddisfatto, più attraeva insoddisfazione e il suo mondo si sfaldava.

Aveva abbandonato la linea della vita felice per incamminarsi sulla linea della vita dove regnava l’insoddisfazione.

Viviamo in un mondo fatto di tante possibili strade, i nostri pensieri ci fanno saltare da una strada all’altra.

L’insoddisfazione è un nemico pericoloso, si insinua e cresce lentamente, ma inesorabilmente.

Diventi insoddisfatto della tua vita e attrarrai a te solo insoddisfazione, inizi a perdere le cose belle perché è l’unico sistema che ha l’Universo per darti ciò che vuoi. Più cose belle ti toglie e più insoddisfazione hai.

La via d’uscita

Anche nel caso più disperato bisogna cercare un qualsiasi motivo per essere grati, non è facile, ma è necessario. Solo in questo modo si cambia “Strada” e si attraggono eventi piacevoli.

Mi ricordo un cartone animato (Pollyanna) di qualche tempo fa. La protagonista faceva un gioco che chiamava: “Il gioco della felicità”, in ogni avvenimento, anche se negativo, lei cercava il risvolto positivo ed era “Grata”.

“Ringraziava sinceramente”

Inizialmente non accade nulla, ma fare questo gioco tutti i giorni e farlo diventare un abitudine modifica la tua realtà e attrae a te solo eventi piacevoli.

“Il Re iniziò nuovamente ad essere grato e riottenne il suo regno”

16 pensieri su “Il Sovrano perse il regno per l’Insoddisfazione

  1. GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE… 🙂

  2. Quanto è vero! e quanto è vero che abbiamo tanto di cui essere grati e non lo siamo. Tuttavia non voglio generalizzare, non sarebbe giusto verso chi comprende o crede di comprendere questa verità o come io penso, questa legge universale che regola la manifestazione della realtà che appunto scegliamo. E’ proprio nei momenti che “giudico” difficili, che dovrei riuscire a mantenere l’atteggiamento interiore e quindi coerente, della gratitudine: per il sole che ogni giorno apprezzo, per la buona salute di cui godo, per la presenza di un marito innamorato, per l’esuberanza di tre splendide figlie, per avere un tetto sotto cui ripararmi, per la possibilità di preparare pranzo e cena. Sono tanti i motivi per cui essere grati, il solo fatto che mi accompagnano costantemente, ne pregiudica il valore; una volta mi è stato fatto notare cosa significa “fare una vita agiata”, ebbene tra gli agi c’erano: l’acqua calda, il frigorifero, i termosifoni, tutto quello che rappresenta una vita comoda in effetti. Da allora ogni tanto rispolvero questa informazione e come un balsamo di gratitudine, la mia mente si alleggerisce, il mio cuore si apre e dagli occhi emergono le lacrime sulla mia miseria umana che spesso prende il sopravvento, tentando di destabilizzare la divinità. Allora la confusione prevarica sulla chiarezza, la logica sfugge alla comprensione, le difficoltà sembrano avere la meglio. Quando per essere fedele a sé stessi, perdi il lavoro col quale rafforzavi il tuo valore, quando imposti i rapporti dando valore alle persone e non solo ai numeri, quando vai al di là della logica squisitamente commerciale perché credi nella imprenditoria fondata sulla spiritualità, e quando ti ostini a perseverare in tutto ciò e pare di soccombere alle dinamiche mondane, allora si fa fatica, si cede al dubbio, e si diventa inesorabili con sé stessi, non ci si perdona il fallimento, la caducità, metti in discussione gli ideali, i valori, l’autostima.
    Forse, che questa notte oscura dell’anima, porti nuovo vigore ed entusiasmo. Me lo auguro con tutto il cuore, ma non sempre riesco a trasmettere all’Universo questo sentimento di speranza, di fiducia, pur comprendendo che questo è il modo, questa la soluzione. Continuo ad imparare.
    Sì, ma cosa?
    Grazie Bragkor per avermi dato l’opportunità di riflettere ad alta voce, di uscire da un inizio di isolamento nel quale mi sto proteggendo per non correre rischi; ma soprattutto per verificare che non sono sola a pensare “coraggiosamente” o “ingenuamente” come mi fanno notare le persone che mi circondano e che sembrano avere la meglio.

  3. Ho letto delle canalizzazioni che dicono che ogni volta non vediamo l’ora di essere qui sulla Terra, di reincarnarci per sperimentare….ho la vaga impressione che quando siamo dall’altra parte, immersi nella luce e nell’amore, siamo un po’ troppo ottimisti! 😉 In realtà a volte il quotidiano è piuttosto pesante e limitante ed è una bella sfida andare oltre quello che si vede, si sente, si vive…
    Io è da parecchio tempo che ho preso l’abitudine di ringraziare per la doccia calda, il tetto sopra la testa e via dicendo…anche perchè ho passato periodi in cui non avevo nemmeno i soldi per mangiare, figuriamoci l’acqua calda, perciò apprezzo davvero quelle cose….per altre cose però che sento pesanti e limitanti nella mia realtà spesso mi sento insoddisfatta….e voglio cambiarle in qualcosa di meglio….
    Ma secondo te l’insoddisfazione è solo umana o è anche un po’ divina? 😉

    1. @Vale: Inizio con il ringraziarti per il tuo contributo. 😉
      L’Insoddisfazione, a mio avviso, è solo umana, è parte della nostra umanità. Se l’Anima fosse liberà dalla “Ragione” non sarebbe mai insoddisfatta. Lei può avere, immediatamente, tutto ciò che vuole. Ci tengo a fare una precisazione importante: Non ciò che si crede di volere, ma ciò che realmente vuole 😉

  4. La mattina mi alzo fischiettando e DECIDO di essere felice!
    Partendo da questo presupposto do senza sperare nulla in cambio e qualsiasi cosa accade… Ringrazio!
    Ford diceva: – che tu ci creda o no… Hai comunque ragione!
    Quindi… NON c´e´nessuno che non possa partire da zero! Puo´ringraziare perche´gli pulsa il cuore, puo´ringraziare perche´oggi splende il sole… E se piove e voleva il sole, che ringrazi per quelli che volevano la pioggia!
    Grazie a tutti per leggere le mie parole,
    grazie a tutti per vivere questo presente,
    grazie a chi crede che queste siano le parole giuste,
    grazie a chi crede che questo post sia una cavolata,
    grazie a chi mi ama,
    grazie a chi mi odia.
    GRAZIE!
    Merci! Thank you! Obrigado Спасибо! Gracias 谢谢!ありがう!ARIGATOU!Danke! Dziękuję! Dank je / u! Mulţumesc! Teşekkür ederim! Tack!Tack så mycket Grazie! Kiitos! תודה לך! Takk! ďakujem, ďakujem vám ; Hvala! شكراً!shokran Ευχαριστώ! 감사합니다 Děkuji! Tak skal du have! Dankon! Hvala, Hvala lepa, Najlepša hvala Gràcies! Faleminderit Hvala! Ačiū, De’koju, Labai ačiū ขอบคุณ ; ขอบคุณมาก(khàwp khun) ; (khàwp khun mâak) shukrīya (بہت) شكريه (bahut) Cảm ơn cô ; Cảm ơn cô nhiều; Благодаря!Благодаря! Obrigado!” Gracias Þakka þér! baie dankie ; Takk fyri! Sipas dekem متشکرم! Благодарам! Hvala Vam! V Təşəkkür Paldies!Pateicos! / Tencinu! Terima kasih Дуже дякую ;Дякую ; Спасибі! Баярлалаа ; Гялайлаа ; Танд их баярлалаа Terima kasih ধন্যবাদ (dhonyobād) Salamat! Trugarez ! Mersi !Trugarez Danke!

  5. Grazie a tutti voi per tutto, per condividere, per decidere di non farlo, per esserci o per non esserci ancora, e soprattutto GRAZIE di cuore alla mia Anima e alla Vostra per permetterci di realizzare solo quello che veramente desideriamo Essere, permettendoci “l’errore” solo quando serve a rimetterci in carreggiata. In fin dei conti “sbagliare” è scegliere la scorciatoia per scoprire alla fine che era il percorso più lungo… Grazie ai Guardiani per combattere i mostri generati dalle nostre paure, spesso incontrollabili, e GRAZIE A DIO per non aver ascoltato tutti i capricci che alla fine mi avrebbero allontanato da Lui…e da Me!

  6. @Bragkor e @Frasncesco sì è “grazie” in codice binario… mi sembrava doveroso visto l’articolo molto bello di Bragkor ed i meravigliosi commenti che abbiamo condiviso grazie alla rete ed all’uso di questa tecnologia che ci fanno sentire così vicini…

  7. Bragkor questo tuo discorso si potrebbe collegare, in qualche maniera, alla tecnica G.I.A. (Gratitudine Incondizionata Anticipata) di cui in Italia Fabio Marchesi è considerato uno dei massimi esperti? Te lo chiedo perché io la uso e mi sembra che l’articolo rispecchi più o meno ciò che sta alla base di questa tecnica.

    1. @Peter Non conosco la tecnica che citi. Comunque la Gratitudine serve a metterti di buon umore e ad aprirti gli occhi sugli aspetti “straordinari” della vita che spesso trascuriamo. Quanto più cerchi cose belle più ne avrai. Si ha sempre quello su cui ci si concentra 😉

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