Porta-dei-Sogni

Leggenda di una stella: Osiride e il riflesso delle Piramidi

Caro Viaggiatore, oggi ti racconterò un antica leggenda, una leggenda che mi veniva raccontata da bambino da una stella. Non mi è mai piaciuto dormire, i miei sogni li vivevo da sveglio e la notte mi veniva a far’ visita una stella, una piccola stella luminosa che mi raccontava tante storie per farmi addormentare.

Oggi ti racconterò una di quelle storie, parla di Osiride, delle Piramidi e di un Cane. Dice che la costellazione di Orione è il riflesso delle piramidi nel cielo e non viceversa.

Una storia commovente, ma allo stesso tempo da enormi spunti di riflessione.

Iniziamo

Come tutti sanno il Dio Osiride dell’antico Egitto fu fatto a pezzi e i suoi resti furono sparsi nelle paludi.

La sua testa fini sulle sponde del Nilo in quella che oggi è divenuta la piana di Giza.
A quei tempi la piana di Giza era solo una palude abitata da animali feroci.
Quindi in poco tempo la testa di Osiride sarebbe finita in pasto ad uno di loro.
Dalla vegetazione della palude spuntò un grosso cane di colore nero, aveva un pelo lucidissimo e la luna su di esso si rifletteva, aveva delle orecchie perfettamente ritte, era un cane dall’andatura fiera.
Vide la testa di Osiride e si avvicino, la annusò e la testa, ancora animata, lo osservò.

Il cane sentì che in quella testa c’era qualcosa di speciale e decise di vegliarla.
Molte belve affamate fecero visita ai nostri due amici quella notte, ma quel misterioso cane, lotto con tutte le sue forze per proteggere la testa di Osiride.

Nonostante fosse gravemente ferito continuò a vegliare il suo amico.

Per tre giorni e tre notti continuò a stargli vicino e a proteggerlo dagli attacchi delle belve.

Poi, magicamente il corpo di Osiride si riattaccò alla testa e si sollevò in aria in tutto il suo splendore.
Il Cane gli lanciò un sguardo ed esalò l’ultimo respiro.

Osiride disse: Non lascerò che tu finisca nell’ombra.

Pronunciò parole di fuoco e i venti iniziarono a spazzare quella palude, allontano le acque e spianò il suolo.

Da blocchi di granito rosso che arrivavano dal cielo edificò un immensa torre, ai piedi della torre, nello stesso materiale, intagliò una vasca con la luce che fuoriusciva dai suoi occhi.

Poggiò i suoi piedi sulla Terra spazzata dal vento e prese tra le braccia quel cane senza vita.
Lo ripose delicatamente nella vasca di granito rosso e il cane si rianimò, corse scodinzolando incontro ad Osiride.

Osiride pronunciò queste parole:

Mai avrei potuto lasciarti nel sonno eterno, tu che hai dato la tua vita per me senza conoscermi.
Io in questo luogo edificherò tre montagne sacre, che nasconderanno alla vista dell’uomo la mia torre, questa sarà la tua casa e potrai servirtene come vuoi.

In tuo onore le genti saranno attratte da questo luogo e varranno, anche senza saperlo, a renderti omaggio.

Questo sarà fino alla fine dei tempi, che mai finiranno.

Allora Osiride, accolse tra le braccia il suo amico e pronunciò “parole di pietra”.

La terra si aprì, la sabbia si alzò in un immenso vortice e quando tutto il caos finì, apparvero le Piramidi.


Ora Osiride disse:

A guardia della tua casa metterò il re degli animali e creò la Sfinge nello stesso modo in cui aveva creato le Piramidi.

Poggiò per terra quel magnifico cane, e disse:

Guarda la mia opera in tuo onore, nessuno mai riuscirà ad eguagliarla.

Poi si accorse che il cane era tanto piccolo in confronto alle Piramidi e il suo sguardo non avrebbe potuto ammirare quelle immensità monumentali.

Allora Osiride si rattristò molto e disse:

Farò in modo che tu le veda riflesse nel cielo quando ululerai alla luna.
Come in Terra cosi sarà in cielo e il riflesso delle piramidi nel cielo diede  vita alle stelle della costellazione di Orione.

9 pensieri su “Leggenda di una stella: Osiride e il riflesso delle Piramidi

    1. @Peter: A volte ciò che vediamo nel cielo è solo frutto delle nostre proiezioni terrestri. Proiezioni della nostra mente.
      Buona Giornata

  1. Che bella questa storia… e quanti spunti di riflessione… e poi.. quante coincidenze!

    Ho avuto come compagno di vita per 14 anni un cagnolino adottato al canile e accuratamente scelto tra 300 altri, aveva il pelo raso e lucido di un colore indefinito tra il marrone, il grigio e il viola. le orecchie diritte il muso a punta e le zampe sottili e lunghe.. esattamente come quello in foto.. e si metteva sempre nella posizione qui raffigurata, tant’è che a volte lo chiamavamo Anubi… all’inizio di settembre .. al’età di 18 anni.. era in fin di vita ma non voleva assolutamente abbandonare la famiglia.. si sentiva responsabile .. doveva proteggere la sua famiglia.. ma l’età ha avuto la meglio su di lui .. un giorno gli ho detto.. “Nicky.. sei stanco.. puoi andare… ce a caveremo anche se senza di te non sarà mai piu’ lo stesso…” e così dopo poco Nicky è andato a correre nei prati infiniti… per noi è stato terribile.. un vuoto incolmabile.. la casa è diventata un posto sinistro e vuoto..
    Allora la decisione di prendere un micetto.. ed è arrivata la piccola che guarda caso è nata qualche giorno dopo la morte di Nicky, ma soprattutto che porta il nome di … GIZA!!!! Leggendo questa storia mi sono venuti i brividi… quante coincidenze! Adesso lascerò che la storia affondi nella mia coscienza per meditarne gli spunti.. per capire il valore che posso attribuirle… grazie ancora Bragkor…

  2. E’ veramente il djed (una specie di accumulatore/stabilizzatore di energia vitale) la casa di Anubi ? A quanto pare questa immensa torre si trova occulta sotto e dentro la gran piramide, circondata da stanze occulte piene di sabbia di quarzo…. Sarà quell’edificio di non so quanti piani che dicono di aver trovato sotto la sfinge insieme …all’arca (un veicolo della IV dimensione circondato da campo magnetico inaccessibile)? Se poi mi fai pensare che Anubi è il dio delle bende e della mummificazione e ai geroglifici che assicurano che in cima al djed si trova “il non morto”, ossia la mummia che tornerà alla fine dei tempi ( quindi fra poco) a rivelarci la verita’ sull’origine dell’umanità….io quasi quasi ti chiedo: e’ possibile che tutti noi abbiamo un djed nel corpo fisico, un “non morto” che ricorda tutte le vite passate della nostra esistenza e che ci piacerebbe risvegliare, e un Anubi infinitamente amorevole che veglia su di noi? In fin dei conti tu l’hai detto: le stelle sono un riflesso del mondo, e il mondo è un riflesso di noi stessi!

    1. @Michela: Stupende le tue deduzioni 🙂
      Lo Zed (Djed) torre dell’anti tempo. Thot l’Atlantideo parla, nelle sue tavole, sia dello Zed che di un veicolo nascosto sotto la Sfinge. La leggenda del “non morto” forse è un indicazione dei poteri della Torre di Osiride. Il nostro Zed interiore potrebbero essere i Chakra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *