In un mantra il segreto dell’Eden

Benvenuto Viaggiatore, oggi voglio farti leggere delle frasi, frasi che messe tutte insieme svelano il segreto dell’Eden.

Mi sveglio e ripeto a me stesso queste parole, le uso per ricordare e per guardare il mondo sottouna luce diversa.

In queste parole è nascosto il segreto della Vita:

 


Qualsiasi sia la tua chiave di lettura va bene, ma voglio dirti soltanto che non parla della dualità, che si dice esserci, in ognuno di noi.

6 pensieri su “In un mantra il segreto dell’Eden

    1. @Valeria:Uso il futuro nella seconda metà del testo perché, anche se si sa che va fatto in questo modo, difficilmente riesce di guardare pecora e leone con lo stesso sguardo. Tutto il testo è una metafora che racconta la causa del “peccato originale”. L’uomo prese il bene e lo divise a metà, poi decise che una metà del bene era il male. L’uomo creò la divisione, vede la divisione. La magia è bianca o nera? Non è ne bianca ne nera. E’ semplicemente magia 😉

  1. Verissimo, però io avrei usato il presente perchè quando affermiamo qualcosa se lo fissiamo nel futuro lo rendiamo in qualche modo irraggiungibile. Se, al contrario facciamo un’affermazione al presente la rendiamo già.. presente! La linguistica è un terreno ricchissimo di informazioni nascoste e immagino che tu sappia molto meglio di me l’importanza di dare il nome alle cose e di farlo secondo certi criteri… Infatti mi piacerebbe proprio tanto conoscere per quanto possibile i risultati delle tue ricerche in campo linguistico, so che hai delle remore per via della portata di quanto scoperto, tuttavia se ci fosse qualcosa che puoi condividere sarebbe per me una gioia.. io studio e lavoro nel campo del linguaggio.. ne ho fatto mezzo di sussistenza e oggetto delle mie ricerche..

  2. Subentro in punta di piedi e per la gioia di trattare argomenti per me edificanti. La dualità è solo una percezione: di per sé non esiste se non attraverso la nostra mente. Un po’ come la luce che è bianca e solo attraverso il prisma si divide in tanti colori, nessuno dei quali è più bello o più importante dell’altro, poiché la fonte è una e una sola. Allo stesso modo ci percepiamo separati dalla Creazione, ma non lo siamo realmente; tuttavia in questa incarnazione o manifestazione, non ci è possibile superare questa barriera o velo di “ignoranza”, perché è questa esperienza che abbiamo scelto di fare, cioè vivere la fisicità e le emozioni, quasi come se Dio dicesse: “voglio vedere “in pratica” cosa ho creato su Gaia”. Inoltre penso che alcuni esseri evoluti e quindi uniti, abbiano voluto scegliere di mostrarci che oltre all’incarnazione terrena c’è altro, e non tutti siamo aperti a questa Verità, nel senso che la Fonte trabocca e noi capovolgiamo le nostre coppe, anziché riempirle per dissetarci.
    Questo è il mio modesto pensiero che ho realizzato come un puzzle, i cui tasselli li ho cercati spinta dalla mia sete di comprensione, e al momento questo è il mio livello di consapevolezza che mi consente di accettare anche ciò che sembra uscire da una logica lineare e razionale.
    Grazie per l’opportunità che ho ricevuto incontrandovi, sebbene virtualmente.

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