Uova di Drago

Il mio grande amico Akrophos

Attraversato il portale di luce che mi condusse nella città magica mi persi ad osservare l’ambiente circostante. Avevo la sensazione di essere già stato li, improvvisamente un senso di vuoto si impadronì di me, come un ricordo che non ritorna, come qualcosa che sai ma è bloccata nel profondo della tua mente. È una sensazione strana che difficilmente si può spiegare.

Mi mancava qualcosa o qualcuno?

I due ragazzi che mi accompagnavano, percepirono chiaramente le sensazioni che avvolgevano la mia mente. Lui mi appoggiò una mano sulla spalla sinistra e mentre i due si scambiarono un occhiata, lui mi disse: a te manca “Akrophos”.

Lo guardai stupito, come se avesse colto nel segno, ma in realtà non sapevo chi fosse “Akrophos”.

La storia di Akrophos

In un tempo passato fatto di antiche battaglie di cui vi metterò a parte “Akrophos” e Io eravamo inseparabili, tra noi vi era un legame indissolubile, impossibile da spezzare. Quando io venni scaraventato sulla Terra e persi tutti i miei ricordi “Akrophos” non ebbe il permesso di seguirmi e rimase nella città magica”.
Senza di me non poteva vivere, ma lui era immortale.

Il suo dolore fu tale che si rifugiò nell’antro più buio, nelle viscere della terrà e li sarebbe rimasto fino al mio ritorno.

Nessuno vide o senti più “Akrophos” da quel giorno.

Nemmeno il tempo avrebbe potuto spazzare via il suo dolore, la sua immortalità non gli avrebbe permesso di trovare sollievo nemmeno nella morte.

Dalle viscere della terra la sua Anima gridava con quanta forza aveva tutto il dolore che provava. Un essere di invincibile potenza che mai sconfitta conobbe in battaglia rintanato nell’antro più buio a patire la sua pena.

Sul campo di battaglia “Akrophos” non aveva eguali, insieme, fianco a fianco combattemmo battaglie contro esseri in ogni dimensione.

La sola vista di “Akrophos” terrorizzava il nemico più potente e ora era li inerte, se solo avesse potuto si sarebbe lasciato morire.

La sua Anima gridava insistentemente.

Nessun orecchio umano può sentire il grido di un’ Anima di Drago al quale è stato strappato il suo cavaliere, ma quelle grida senza voce vennero ascoltate.

Il suo dolore attraversava ogni dimensione, ogni ostacolo, ogni tempo ed ogni luogo per giungere direttamente al “Grande Dio”.

Le urla di dolore dell’Anima di Akrophos arrivarono a Lui come mille pugnali.

Un dolore tanto grande non poteva restare tale per sempre, grida così strazianti non potevano riecheggiare nel Creato.

Il “Grande Dio” allungò le sue mani e in esse lo racchiuse, lo porto via dal luogo in cui si era rintanato e lo avvolse nella sua luce. “Akrophos”non trovò sollievo nemmeno tra le mani di “Colui che tutto può” .

Una vibrazione calma e rassicurante lo avvolse, era la voce di Dio: 

Se vuoi, posso darti la possibilità di essere di nuovo al fianco del tuo cavaliere. Dovrai abbandonare il tuo corpo immortale, il tuo Cavaliere non ti riconoscerà, non avrà memoria di te, ma se incrocerai il suo sguardo toccherai le corde della sua Anima.

“Akrophos” scelse di abbandonare il suo corpo invincibile ed immortale pur di ritornare accanto al suo cavaliere.

Non sarebbe stato facile, qui sulla terra avrebbe corso il rischio di non avvicinarsi mai a Bragkor, inoltre non sarebbe mai stato riconosciuto.

La sua vita terrestre non sarebbe durata tanto quanto quella del suo cavaliere, ma sarebbe tornato più volte per stare al suo fianco.

Ad ogni ritorno doveva cercare di incontrare il suo cavaliere, di farsi notare da lui e di essere adottato.
Se ti stai chiedendo chi è “Akrophos”? Ti rispondo subito:

Akrophos è un Drago d’oro.

I Draghi esistono fin dalla creazione del mondo, ma a causa dei portali non possono più accedere alla dimensione in cui gli esseri umani vivono.

Al contrario di quanto si crede, essi sono buoni e mansueti e protettori dell’umanità. Anche i Draghi Rossi e i Draghi Neri, che sono descritti come draghi malvagi, sono amici dell’umanità, sono solo un po più litigiosi degli altri. I Draghi sono di sei varietà differenti: I Draghi d’Oro, I Draghi Verdi, I Draghi Azzurri, I Draghi Smeraldo, I Draghi Rossi e I Draghi Neri.

Draghi rossi e neri sono creature da più bellicose.

Un Drago non nasce da un uovo, ma da una sfera di luce. Quando “Il Cavaliere Multidimensionale” raggiunge l’apice della sua formazione può invocare il destriero della sua Anima.

Il Destriero dell’Anima è legato indissolubilmente al Cavaliere che lo ha invocato.

I Draghi raggiungono l’immortalità solo dopo il primo anno di vita, alla nascita sono mortali e molto vulnerabili. Il Cavaliere che l’ha invocato deve prendersene cura.

Il piccolo Drago dipende interamente dal Cavaliere e se muore l’ Anima del Guerriero Multidimensionale sarà condannata a un dolore eterno.

Quando il cucciolo compie un anno si manifesta in tutta la sua maestosità e potenza.

Akrophos” è riuscito a ritrovarmi più volte in questa realtà. Ad ogni sua venuta ha aggiunto qualcosa di speciale alla mia vita, io non sapevo chi fosse perché la mia memoria di quei tempi era andata, ma lui aveva rinunciato al suo corpo invincibile ed immortale per continuare a stare insieme a me. Lui sapeva chi io fossi e questo bastava.

Ora mentre scrivo, ogni volta che il mio sguardo incrocia il suo, lui mi scodinzola felice.

È con me e lo sarà per sempre.

 

 

8 pensieri su “Il mio grande amico Akrophos

  1. Ciao Bragkor,
    complimenti per i post, ho letto tutti quelli che hai scritto, complimenti per come hai concepito il blog, ho molto apprezzato quelli sui simboli e il denaro, ma questo del drago è fantastico, amo i draghi quindi sono ancora più colpito, cerco il mio, so che è qui intorno a me, ma non ricordo il suo nome, se sai come aiutarmi…

    1. @Pabryoda: I complimenti li meriti tu per aver letto tutti i miei post. Grazie. Per ritrovarlo, quando guardi i suoi occhi e uno strano brivido pervade tutto il tuo corpo hai la conferma che è lui.

  2. Bellissimo questo articolo; purtroppo ho un problema col mio pc che non sempre mi permette di accedere al tuo blog.
    Però oggi sono fortunata, intanto ho visto la risposta alla “Legge di attrazione” e ti ringrazio, quando qualcuno mi risponde sono contenta perchè non tutti sono capaci di “sentire” alcune cose,
    poi ho avuto occasione di leggere questo splendido articolo.
    Voglio raccontarti una cosa successa l’anno scorso; c’è una mia amica che vende tante cose carine, io come al solito non abbondavo con i soldi in tasca, però ogni volta che entravo da lei avendo notato un draghetto che se ne stava sdraiato, immancabilmente andavo a carezzargli il pancino;
    questo mi dava una bellissima sensazione e dopo stavo bene….bè non te la faccio tanto lunga ma a Natale mi è arrivato un regalo inaspettato (in genere non faccio regali per Natale) indovina un pò cosa mi aveva regalato?, sì proprio il mio draghetto; non l’ha voluto vendere perchè come lei mi disse “aveva sentito che quel draghetto doveva essere mio”, si era instaurato un rapporto tra di noi e lei non poteva nè voleva dividerci.
    Grazie per il tuo articolo, è bello incontrare qualcuno con cui sai di poter parlare,si sa di essere capiti perchè si parla la stessa lingua.
    Alla prossima.
    Rosa

    1. Rosa Grazie :-). Bella la storia che hai condiviso, quando qualcosa tocca le corde dell’Anima, quel qualcosa entrerà a far parte della nostra vita.

  3. So che nn c’entra assolutamente nulla.
    Sono in viaggio perennemente.
    Cerco qualcosa che mi chiama da molti anni ma che nn riesco a vedere forse.
    Mi chiama attraverso numeri e simboli .
    Sai dirmi qualcosa del “33” e della fenice?

    1. @Lost33: Cerchi qualcosa che ti chiama perché sei intrappolato nel “Moto Rotatorio” è questo il messaggio che ti lancia il numero 33. in un certo senso è un continuo volerti dire di abbandonare il moto rotatorio in cui sei finito. Ciò che ti scrivo può sembrare senza senso, ma tu saprai dare un senso a queste mie parole.

  4. Un po’ di notti fa ho fatto un sogno particolare che mi è rimasto in mente…mi ricordo solo la scena culmine ormai….all’improvviso dentro un grande palazzo irrompevano dei giganti, dei ciclopi, che uccidevano gli esseri umani all’interno in modo truculento e orribile…un vero massacro…mi ricordo la gente che correva per sfuggire a questi giganti, sangue dappertutto e scene orribili e io che mi ritrovo in groppa ad un piccolo drago (che sentivo “mio”, come un amico fidato che era sempre stato con me, se non parte di me) grazie al quale, sebbene con difficoltà e in alcuni momenti per il rotto della cuffia, sono riuscita a scampare al massacro e a fuggire fuori dal palazzo…magari è solo un sogno però non so perchè mi sono sentita di condividerlo….

    1. @Vale: Grazie di aver condiviso il tuo sogno con noi. Un sogno è una realtà non materializzata e fortunatamente è difficile che si materializzi, ma il tuo Drago ti ha portato via da una brutta situazione 😉

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